Israel Supreme court hears appeals on disqualification of Arab candidates and parties
La Corte Suprema israeliana, in un collegio di nove giudici, ha iniziato le udienze sui ricorsi relativi alla squalifica di due candidati e di due partiti arabi dalle elezioni del 27 ottobre, disposta la settimana scorsa dalla commissione elettorale centrale (rainews.it).
Questo sviluppo legale si inserisce in un contesto in cui il mercato petrolifero ha registrato una brusca correzione, con i future sul Brent scesi fino a 96,9 dollari al barile e il Wti a 88,9 dollari, prima di un parziale recupero spinto dal ritorno di volumi più consistenti di greggio dal Golfo Persico (milanofinanza.it).
Udienze e ricorsi alla Corte Suprema
L’udienza attualmente in corso riguarda il caso di Sami Abu Shehadeh, già parlamentare per Balad. Successivamente verranno esaminati i ricorsi sul parlamentare di Hadash Ofer Cassif, sulla Lista Araba Unita e sul partito islamico Ra’am di Mansour Abbas. Nel caso di Abu Shehadeh, ad argomentare in tribunale a nome del partito che ha presentato la domanda di squalifica è il ministro di ultradestra Itamar Ben Gvir. L’accusa contro Abu Shehadeh verte su un articolo pubblicato l’8 ottobre 2003 sul giornale qatarino The New Arab, i cui passaggi sono interpretati come una forma di sostegno alla lotta armata contro Israele.
Precedenti e posizione della procuratrice generale
Negli ultimi vent’anni la commissione elettorale ha invalidato diversi partiti arabi e di estrema destra, ma la Corte Suprema ha sempre ribaltato le decisioni, con l’unica eccezione del 2019 per il deputato Michael Ben Ari. Secondo le stime basate sui precedenti, tutte le decisioni attuali verranno ribaltate dalla Corte, sebbene l’interrogativo principale rimanga incentrato sul caso di Abu Shehadeh, essendo l’unico la cui squalifica è stata appoggiata anche dalla procuratrice generale Gali Baharav-Miara.